Vauro ma dove vai tutto nudo?

flyfra: "Kurt Cobain disse che i Pearl Jam erano come una multinazionale a scopo di lucro"
Juzdongivaphuck: "Chissà cosa avrebbe pensato dei Tokio Hotel"
Non sono il tipo che si mette a sponsorizzare chicchessia, e soprattutto non sponsorizzo cose che non conosco. Invece da qualche mese sto usando dei prodotti per la casa per cui vale la pena spendere qualche parola. Si chiama Bio-Green line, ed è una linea di prodotti della UNIRA S.r.l. Quest’azienda produce principalmente detersivi per settori aziendali, però ha creato una linea che ho trovato alla Coop che hanno una particolarità da sottolineare: la BIO-GREEN LINE è una linea di prodotti ecologici e biodegradabili al 98% in 24 ore. La percentuale sale al 100% nei giorni seguenti. E’ una svolta ecologica da non sottovalutare, visto che il legislatore fissa come limite soltanto il 90%.
Tra l’altro anche il prezzo è vantaggioso (non più di 2 euro per flacone, si risparmia fino al 50% rispetto ai prodotti classici), ed essendo concentrati con un litro di prodotto si può arrivare, ad esempio, a 40 lavaggi in lavatrice. Inoltre l’odore, che inizialmente non sembra ottimo, diventa piacevole al primo contatto con l’acqua. L’unico problema è trovarli, ma è possibile anche diventare venditori per diffondere i loro prodotti
L’altro giorno ricordavo con i miei amici i vari gadget/premi che si vincevano con le raccolte punti che facevamo da bambini. A parte la sveglia a forma di mulino, che ha invaso tutte le case degli italiani, ricordo che un mio compagno di scuola alle elementari nell’89-’90 sfoggiava un oggetto incredibile: l’orologio ad acqua.
L’orologio ad acqua funziona così: va introdotta lateralmente e l’orologio va poi regolato tramite due pulsanti laterali, uno fuoriuscente e l’altro rientrante (da sollecitare con un ago).

Il mio amico era l’unico ad aver raggiunto le migliaia di punti che permettevano di avere questo gadget della Mulino Bianco. Noi altri eravamo estasiati nel vederlo funzionare: non c’era più bisogno delle batterie. Fantasticavamo sul mondo che stava arrivando: nuove tecnologie, auto ad acqua
E invece sembra che quell’orologio (che a dir la verità il mio amico doveva riempire d’acqua circa ogni 2 ore
) è stato l’ultimo sprazzo di tecnologia pulita degli anni ‘90. Era spettacolare..
Dopo lo spot di 5 anni fa con cui Michele Emiliano si è fatto conoscere in Italia al grido di "Metti a Cassano", ecco uno dei video della sua nuova campagna elettorale. Non è geniale solo il video, ma anche l’idea che c’è dietro. A mio avviso questa campagna elettorale rappresenta la frontiera della nuova politica del fare. La gente vuole vedere i politici fare qualcosa di buono.
Trovano tutti una scusa per sentirsi innocenti davanti a questa crisi. Oggi anche Sansonetti ha affermato in diretta su La7 che "nessuno prevedeva una crisi come questa". Forse però quando si parla di tutti si intende soltanto gli esseri attualmente vivi.
Perchè tra i morti c’era un certo Thrstein Veblen che nel nel 1899 e nel 1904 scrisse due libri, La teoria della classe agiata e La teoria dell’impresa commerciale, che mettevano in guardia il mondo da una deriva speculativa di quella che lui chiamava "la classe agiata improduttiva".
La deriva consumistica è tipica in particolare della classe dei capitalisti che vivono di speculazione, senza produrre beni e lucrando sul lavoro di altri. Ad essi Veblen contrappone gli industriali, i tecnici, gli ingegneri, tutti coloro che producono beni effettivi che fanno evolvere la società. Il sociologo statunitense ritiene che questi ultimi finiranno con il prevalere, e che la classe agiata improduttiva, con il suo istinto di rapina, sia destinata a scomparire. (da wikipedia)
Dopo 100 anni forse dovremmo rileggere questi libri e iniziare a prendere le misure necessarie per evitare che una crisi di questo tipo avvenga di nuovo.
La teoria della relatività è un concetto universale che ha anche un risvolto pratico anche quando si parla di disoccupazione. Se poi a tirare fuori i numeri della crisi sono dei politici o politicanti allora tutto diventa molto relativo.
Finalmente, dopo mesi di silenzio, anche il nostro Premier comincia a dare i suoi numeri in merito: "20 milioni di posti di lavoro in meno nel 2010 nel mondo". Dichiarazioni di questo tipo riescono a far impallidire anche la CGIL, che può parlare soltanto di dati a livello nazionale. In fondo lo studio Ires-Cgil parlava di 1 milione di disoccupati in più nel 2010. E invece lui rilancia di 19!! Facendo bene i calcoli però, se si prende il dato relativo alla popolazione mondiale 1 milione di posti sono il 1,8% (più o meno) degli italiani; 20.000.000 sono lo 0,028% della popolazione mondiale. Quindi il primo Ministro dovrebbe preoccuparsi più del peggioramento italiano che di quello mondiale.
D’altro canto, come dicono tutti, ciò che importa è che questa crisi ci farà uscire "più forti di prima" (Obama et al.). A tal proposito sarebbe una soluzione ottimale non solo ridurre al minimo il numero dei disoccupati, ma anche far fuori i lavoratori meno utili. Un esempio pratico può essere il seguente:
prendiamo 4 dipendenti di questo Stato, Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta e Il Ministro Dell’Interno Maroni da una parte. 2 netturbini di una qualunque città dall’altra.
Proviamo a ragionare con questi soggetti: se invece di licenziare due netturbini noi licenziassimo i due Ministri, dal punto di vista della Pubblica Amministrazione risparmieremmo parecchio; dal punto di vista produttivo continueremmo ad avere le strade della nostra città pulita; dal punto di vista numerico la disoccupazione non dovrebbe che aumentare di circa un’unità fisica, che è ciò che conta (e siamo buoni nel non parlare di quella mentale). Soluzioni di questo tipo, a parere di un qualunque economista, sarebbero ottimali.