Il consumo just in time
Il futuro dell’economia deve guardare al passato e adattarsi all’esigenza della diminuzione degli sprechi. Dal just-in-time produttivo della Toyota si deve prendere spunto per analizzare il modo in cui la gente inizia a consumare.
L’altro giorno sono entrato in un negozio di articoli per la casa. Avevo con me una bottiglia d’acqua vuota, l’ho portata al bancone e ho chiesto 1,5 L. di detersivo per la lavatrice. Dopo di me è entrato un signore che ha chiesto 32 pastiglie per la lavastoviglie e una quindicina di pastiglie anticalcare per la lavatrice. La commessa ha riempito la mia bottiglia come se fosse acqua e ha preso da un cesto le pastiglie per il signore come fossero caramelle.
Il mercato dei detersivi alla spina appartiene a quello che chiamo il fenomeno del consumo just-in-time. A mio avviso è solo precursore di quello che sarà il nostro modo di acquistare in un futuro ecosostenibile ed economico. Fino ad oggi chi va a fare la spesa al supermercato deve accettare, per qualsiasi prodotto, le dosi standard che le ditte offrono. 20 pastiglie anticalcare, 5 Kg. di Dixan, 1 litro di ammorbidente, 250ml di sapone per le mani. L’acquisto può avvenire solo in multipli, comportando un duplice spreco e, a volte, una rinuncia di acquisto.
Sebbene questo nuovo tipo di prodotti garantisce un risparmio del 40% sull’imballaggio, probabilmente la percentuale reale di risparmio è più alta. Un paio di esempi banali possono dare l’idea della convenienza di questo tipo di acquisti.
1. La famiglia di 6 persone va al mare per 10 giorni. 10 lavatrici, 10-12 o forse 15 lavastoviglie e 0,7 litri di sapone per le mani. Il fustino da 5Kg. non conviene e non si può portare indietro perchè ingombra in auto. 20 o 25 barrette di lavastoviglie? perchè mai? 3 flaconi di sapone sono 0,75L. non si può mica portare a casa il rimanente 0,05L. di sapone alla fine della vacanza?
2. Sono single: compro il fustino marca X di detersivo per 35 lavaggi. Con il mezzo carico non uso le dosi esatte, e mi ritrovo alla fine poco meno di mezza dose di detersivo (anche rispettando le dosi avanza sempre qualcosa). Un lavaggio intero non posso farlo, ma posso comprare altro detersivo X. Vado al supermercato e trovo il detersivo Y alla metà del prezzo. Poco male, compro Y e butto quello che mi è rimasto di X.
Grazie alla spina il nostro risparmio non consisterà soltanto sul prezzo (più basso rispetto alle dosi tradizionali) ma anche sulla quantità. La sfida dei detersivi alla spina è solo l’inizio di tutto ciò che minimizzerà i nostri consumi. Il futuro dell’economia prende spunto dal passato: si ritorna a comprare il prosciutto crudo al bancone dal salumiere e non si accettano i 2 e passa etti di prosciutto già confezionato a prezzo maggiorato per risparmiare la fila.
La roba si comprerà a peso e si paragonerà a peso. Una conformità dei prodotti che permetterà di scegliere quello che al chilo costa di meno e non scimunirsi nel confrontare i 3 litri che valgono 20 dosi con i 5 litri che ne valgono 30. Il consumo just-in-time consisterà nel comprare ciò che ci serve strettamente senza la paura di avere una maggiorazione sul prezzo per le piccole dosi (come ora avviene per il mezzo litro di latte che costa 2/3 del litro).
L’economia del consumo just-in-time è partita dai detersivi e dai distributori di latte fresco. Una breve lista di franchising di questi detersivi per trovare il rivenditore più vicino è la seguente:













1gino
wrote on 23 October 2009 at 13:20
Caro espatriato,
mi piace l’idea e la condivido ma provo a fare l’avvocato del diavolo:
come la mettiamo con l’idea che il valore di un prodotto/servizio non dipenda dalle sue qualità materiali ma dallo “stato di natura” in cui si trova?
Per esempio, immagina che io sia uno di quei noiosissimi figuri che si lamentano di uscire tardi dal lavoro e che arrivano nel supermercato a ridosso dell’orario di chiusura con una lunga lista di prodotti da comprare. In tale situazione io sarei ben disposto a pagare un “premio per la rapidità” prendendo la vaschetta col prosciutto già tagliato invece che fare la file dal salumiere e perdere la possibilità di comprare il detersivo.
Come la mettiamo?
COmunque, il mio sogno lavorativo sarebbe fare il salumiere, stare dietro il bancone ad affettare prosciutto e mortadella fino alla vecchiaia.
Saluti,
GINO